Turismo, la Puglia si mobilita e punta su servizi e professionalità: «Bonus di 600 euro per gli stagionali»

Lavoratori stagionali solo per poche settimane (o nei classici tre mesi estivi)? La Puglia del turismo si mobilita e, invece, potrebbe invertire l

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23 feb 2025

Lavoratori stagionali solo per poche settimane (o nei classici tre mesi estivi)? La Puglia del turismo si mobilita e, invece, potrebbe invertire la rotta e allungando la permanenza delle professionalità necessarie anche a elevare la qualità del servizio offerto. Soprattutto nei cosiddetti mesi spalla (ovvero aprile-maggio e settembre-ottobre). Così l’ente bilaterale del turismo, composto dalle associazioni datoriali (Federalberghi, Fiavet, Fipe e Faita) e dai sindacati (Cgil, Cisl e Uil), ha definito un piano per incentivare le buone pratiche delle assunzioni regolari e durature. Una proposta già sottoposta all’assessorato regionale al Lavoro.

Cosa prevede? L’idea ricalca quanto già realizzato in Liguria (dove è in atto l’ottava edizione el bando) e scommette sulle incentivazioni. Il picco degli stock di personale impiegato nel comparto, e nel trimestre giugno-agosto, è pari a 40 mila unità. Ma una parte di questi è a tempo determinato. Nel solo settore alberghiero si parla di quasi 7 mila contratti che scendono del 40% in avvio o fine della stagione. Ecco perché l’incentivo potrebbe sostenere l’utilizzo di contratti più lunghi in modo da collegarli al sostegno della Naspi e, nel complesso, determinare una occupazione più equilibrata e garantita.

«Oltre alla formazione e al supporto di aziende e lavoratori – spiega Francesco Caizzi (foto), presidente dell’ente bilaterale turismo e numero uno di Federalberghi Puglia – il nostro compito è quello di elaborare strategie per migliorare il funzionamento del comparto. Vogliamo provare, quindi, a governare la destagionalizzazione consentendo alle strutture e alle realtà di servizi, di mantenere uno standard più alto di personale. Allungare i periodi contrattuali, ovviamente full time, significa dare garanzie e maggior reddito alle. Sono in atto interlocuzioni con gli uffici dell’assessorato e speriamo di definire presto un accordo».

I tempi, infatti, non sono particolarmente lunghi visto che al più presto bisognerebbe pubblicare i bandi per raccogliere le disponibilità. Dal punto di vista economico il supporto ipotizzato sarebbe di 600 euro al mese con l’esclusione del periodo giugno-agosto. Mentre la fonte dei finanziamenti potrebbe agganciarsi ai fondi strutturali come avviene in Liguria.

«I dati dei flussi dei visitatori che vengono in Puglia – aggiunge Marco Dell’Anna, presidente dell’ente bilaterale turismo e segretario generale della Uiltucs – sono in crescita costante. Quindi penso sia arrivato il momento di definire un grande patto per il lavoro nel turismo. Sostenere la crescita del comparto è funzionale a migliorare la condizione dell’intera filiera. Questo primo intervento, che stiamo elaborando insieme a Filcams e Fisascat regionali, va considerato come una buona prassi e una sperimentazione che spero trovi riscontro nella Regione e nelle imprese pronte a candidarsi. Le risorse? Credo che per la prima fase siano indispensabili almeno 10 milioni, magari da attingere ai fondi comunitari come avviene in Liguria».

D’altronde la precarietà nel turismo è una palla al piede. «Se è vero che c’è una crescita sostenuta degli arrivi e delle permanenze – conclude Dell’Anna – è altrettanto vero che la crescita non è proporzionale e quella delle condizioni dei lavoratori. Significa che dobbiamo essere in grado di dare risposte per provare a rendere il settore maturo e garante dei diritti. Basta precarietà».

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