Senza gas inevitabili i razionamenti, governo pronto a intervenire

"Speriamo che sia un inverno caldo". La frase che viene ripetuta quando si chiedono informazioni ai tecnici che lavorano ai piani di emergenza per la 

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“Speriamo che sia un inverno caldo”. La frase che viene ripetuta quando si chiedono informazioni ai tecnici che lavorano ai piani di emergenza per la carenza di gas suonano a metà tra l’ammissione di impotenza e l’invocazione propiziatoria. La realtà che nessuno può nascondere è che si avvicina una stagione difficile, in cui i razionamenti di gas, e di elettricità, sono un’ipotesi sempre più concreta.

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Sono previsti già dal piano predisposto dal governo Draghi, nel caso in cui la Russia chiudesse del tutto i rubinetti e salisse il livello di emergenza. Due gradi in meno per il riscaldamento nelle case, e meno ore di accensione, una riduzione drastica dell’illuminazione pubblica, la chiusura anticipata di uffici pubblici, negozi e locali. Uno scenario bellico. Del resto, sono proprio le conseguenze della guerra in Ucraina che imporrebbero di modificare abitudini e comportamenti a buona parte dell’Europa, con l’impatto maggiore per quei Paesi, come l’Italia, che scontano ancora una dipendenza consistente da Mosca.

Quando si valuta l’impatto di queste misure, ci si muove inevitabilmente nella dimensione incognita delle condizioni meteo. “Se l’inverno fosse freddo, e se le esigenze per il riscaldamento dovessero crescere, andrebbero riviste anche queste indicazioni di massima”, si ragiona nei corridoi dei ministeri coinvolti.

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